Collezioni
Ogni collezione comincia da un luogo e da una materia. I pezzi sono modellati a mano con resine, polveri e oro puro, e non ce ne sono due uguali.
Amavo salire in moto e attraversare le campagne del Veneto e della Romagna, nelle estati calde in cui la terra rivela la sua anima e io posso leggerne la storia. Volumi forti e spazi cavi, nuove dimensioni da dispiegare, nuovi sapori da ritrarre.
Il sapore di un mare di ghiaia, con la sua infinità di sfumature, e i blocchi di marmo in attesa di essere scolpiti nel laboratorio di mio padre. Geometrie, colori, tanti sapori, tanto potenziale. Sulle rive del Chiampo, dove da bambina guardavo l'acqua modellare senza sosta le rocce, o in quel laboratorio romantico, dove spiavo mio padre mentre le sue mani davano al marmo una luce e uno scopo nuovi. Assistere alla materia che cambia forma è sempre stato fonte di ispirazione. Opaca e poi lucente, ruvida e poi liscia, dal silenzio alla musica.
Amo le città. Amo il lavoro delle mani dell'uomo, come quelle di mio padre, che ridisegnano profili e dimensioni. Edifici che si alzano dalla forma della Terra, strade che ne definiscono la superficie in continuo mutamento. Materia su materia, un concerto di sapori.
Quando venne il momento di scegliere i fiori per la nostra casa di Vicenza, sentii la rosa inglese. La rosa inglese, la sua architettura densa e ricca, sempre equilibrata nella forma e nelle proporzioni. La bellezza della rosa inglese che sboccia: dovevo assimilarla e farla mia.
La prima volta a New York, quando ho pianto. E l'energia… Le forme si muovevano, le luci urlavano. E fuori dalla mia finestra, la luce di Manhattan. Fibre galvanizzate.
Frecce, fiori e un portafortuna: resina, polvere di vetro e foglia d'oro 24 carati, modellate a mano a Vicenza per l'estate.

















